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venerdì 15 gennaio 2016

A San Cipirello arrestato titolare di una pizzeria per furto di luce elettrica

San Cipirello. Aveva allacciato abusivamente la sua attività commerciale alla rete elettrica pubblica: arrestato nei giorni il trentanovenne titolare di una pizzeria in via Panzarella. Ad eseguire i controlli ed il successivo arresto in flagranza di reato sono stati i carabinieri della stazione locale durante uno specifico controllo insieme ai tecnici dell’Enel.
L’accusa per M. O. è furto aggravato di energia elettrica. L’uomo, secondo quanto verbalizzato dai militari dell’Arma, avrebbe realizzato un allaccio diretto alla rete pubblica esterna per fornire corrente alla sua attività commerciale. In pratica, grazie ad un interruttore, la pizzeria poteva riceve energia sia da un regolare contatore dei consumi che dalla linea pubblica. Nel secondo caso però la fornitura avveniva ovviamente a scrocco. Si tratterebbe dunque di un furto ad “intermittenza”. I tecnici hanno trovato un allaccio ai cavi della linea esterna che erano stati spellati per attingere corrente elettrica. Da tempo i carabinieri tenevano sott’occhio il locale, che era stato più volte in passato oggetto di analoghi controlli, durante i quali non erano però emerse irregolarità.
Stavolta il “trucco” dell’interruttore è stato scoperto grazie ad un blitz improvviso degli uomini in divisa e dei tecnici della società elettrica. Una volta trovato l’allaccio, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Per lui è così scattato l’arresto che, dopo una notte ai domiciliari, è stato convalidato durante il rito per direttissima. L’uomo è tornato in libertà in attesa del processo. Già ieri però la pizzeria, che funziona sia da asporto che con servizio ai tavoli, ha ripreso regolarmente a funzionare. I periti dell’Enel dovranno però adesso quantificare l’entità del furto subito grazie all’allaccio abusivo. Durante analoghi controlli nei giorni scorsi, e sempre nella zona dello storico quartiere “Jato”, sono state denunciate a piede libero altre tre persone per furto di energia elettrica. In un caso, riscontrato in via Panzarella, ad essere stati deferiti sono due coniugi. Ed altri controlli sono stati eseguiti ieri in diverse zone del centro abitato, che non è certo nuovo a fenomeni di furti di energia elettrica.
Fonte: www.vallejato.it

domenica 5 luglio 2015

San Giuseppe Jato. Furti di energia elettrica, quattro condanne






Quattro condanne e due assoluzioni per sei persone di San Giuseppe Jato imputate di furto di enrgia elettrica. Le quattro pene inflitte dal tribunale di Palermo ammontano in totale a un anno e otto mesi (con la sospensione), oltre a 340 euro di multe e alle spese processuali. Gli allacci abusivi alla rete dell’Enel erano stati attivati in una stessa palazzina per alimentare cinque abitazioni, una concessionaria di auto e un magazzino. In quest’ultimo, al momento del controllo dei carabinieri della stazione cittadina con personale dell’Enel era presente uno degli imputati, Angelo Polizzi, assolto perché è stato accertato che il locale non era di sua proprietà, ma gli era stato concesso in prestito a titolo gratuito dal propritario. Davanti al giudice anche Rosario Alabastro, Giuseppe Cusumano, Daniele Alabastro, Salvatore Gelsomino, Daniela Dell’Atti. Gli arresti risalgono al giugno del 2013. Nel corso della verifica i carabinieri constatarono che le diverse unità immobiliari erano allacciate abusivamente alla rete pubblica con cavi volanti. Inoltre nessuno degli indagati è risultato titolare di un regolare contratto di fornitura. A conclusione del dibattimento il giudice Alessio Sofia, della IV sezione penale del tribunale palermitano, tenuto conto della scelta del rito abbreviato da parte di Rosario Alabastro, Salvatore Gelsomino, Giuseppe Cusumano e Daniela Dell’Atti, ha condannato il primo a quattro mesi e venti giorni di reclusione e 140 euro di multa, il secondo a 4 mesi e 120 euro, gli ultimi due a 20 giorni e due mesi di reclusione ciscuno e 80 euro di multa. Oltre che per Angelo Polizzi, il verdetto di assoluzione è stato pronunciato per Daniele Alabrastro “per non aver commesso il fatto”, scagionato perché abitando con la madre, ma essendo spesso assente, non si era mai interessato del pagamento delle bollette Enel. I difensori di Rosario Alabastro e Salvatore Gelsomino hanno fatto ricorso in appello.

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