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domenica 25 marzo 2018

FIFA 18 TORRENT PC

FIFA 18 PC

La febbre dei giochi calcistici non sembra volersi fermare. Ogni anno, nonostante le polemiche su ogni capitolo uguale al precedente, Fifa riesce a sbriciolare ogni record di vendite, tra demo in grado di mettere in crisi gli store digitali e isterie degli utenti pronti a girare decine di negozi per assicurarsi una copia in anticipo. Dopo un anno positivo, con il gioco che ha iniziato ad esplorare il mondo dell’esports, FIFA 18 è chiamato a confermare e migliorare una formula ormai rodata, sarà riuscito nell’impresa?

Fifa 18 la Recensione

Gameplay
Iniziamo facendo un leggero passo indietro, al momento del rilascio della demo. Su queste pagine scrivevamo che la demo non era rappresentativa del gioco completo e che molte cose sarebbero cambiate con la release finale. Dopo aver provato FIFA18per quasi una settimana possiamo confermare, in parte, quanto detto: se infatti la fase difensiva risulta più facile da gestire, lo stesso non si può dire dei portieri. Andiamo con ordine però, iniziando con la vera novità sostanziale di FIFA 18, il nuovo motore delle animazioni. Fino allo scorso anno le animazioni erano gestite ogni 5 frames, l’equivalente di ogni passo dei vari calciatori, con il risultato di assistere a un gameplay volutamente non responsivo al 100%, con gli attaccanti che non tiravano nel momento esatto della pressione del tasto e con il dribbling che, a causa di questa variabile, era diventato poco usato nelle grandi competizioni. Tutto questo, in FIFA 18, è stato finalmente modificato, le animazioni sono ora calcolate dopo ogni singolo frame e il gioco diventa estremamente più fluido e responsivo. I benefici maggiori si avvertono in particolare nel dribbling, ora tornato arma importante per gli attaccanti. I giocatori più tecnici, i vari Messi e Neymar per intenderci, ora possono utilizzare le proprie doti tecniche per far ammattire i difensori, con velocissimi cambi di direzione con il pallone attaccato ai piedi. 

Proprio la tecnica sembra essere stata messa sotto i riflettori da parte di EA, con gli sviluppatori canadesi che hanno cercato di smentire le voci che vorrebbero il loro titolo adatto solo ai giocatori veloci, tanto amati dagli inglesi su FUT. A differenza di quanto visto negli scorsi capitoli, però, avere giocatori in grado di trattare il pallone a centrocampo è fondamentale per giocarsela ad alti livelli, con le differenze che si notano soprattutto nei passaggi: è capitato infatti di sbagliare abbastanza clamorosamente questo fondamentale con giocatori dallo scarso tasso tecnico, quando invece uno come Kroos sarebbe riuscito a far arrivare alle punte il pallone senza particolari problemi. 
Anche nel controllo palla si notano queste differenze, con alcuni giocatori che si allungano troppo il pallone perdendo miseramente il possesso. Il risultato è quello di assistere sì a una manovra veloce ma senza l'effetto ping pong dei precedenti capitoli. 
Grande attenzione è stata poi dedicata all’IA: uno degli storici punti migliorabili di FIFA. Già lo scorso anno gli sviluppatori avevano iniziato a lavorare sulla manovra dei giocatori, con i compagni di squadra che attaccavano gli spazi e offrivano linee di passaggio sicure, ma a differenza dello scorso capitolo, dove l’IA funzionava a fasi alterne, i giocatori che attaccano alle spalle i difensori sui cross quest'anno cercano di non finire in fuorigioco e offrono diverse linee di passaggio, con una manovra di gioco estremamente più dinamica e varia. 
Grande lavoro è stato fatto anche nella gestione del tasso di sfida offerto dall'avversario virtuale, fino all'anno scorso un autentico robot incapace di sbagliare ai livelli di difficoltà più alti. Su FIFA 18 la CPU è stata infatti resa molto più umana, dando la sensazione di trovarsi di fronte a un avversario in carne e d’ossa. Attenzione però, le partite non sono diventate più facili, sono solamente di una difficoltà diversa rispetto a prima. Dimentichiamoci di un computer in grado di gestire il pallone per tutti i 90 minuti senza commettere errori, ora ci troveremo ad affrontare un avversario in grado di punire i nostri buchi difensivi, di pressare al momento giusto e addirittura di passarsi il pallone nelle situazioni di 2vs1 contro il portiere, comportamento tipico degli utenti online ma mai visto in passato nelle partite in locale. A fronte di questi miglioramenti in fase offensiva, EA ha scelto la strada opposta per la difesa che subisce ora molti meno interventi da parte dall’IA. FIFA 17 è  dunque un ricordo, perchè FIFA18 torna a dare importanza all’abilità del giocatore, nel bene e nel male. Senza la CPU a coprire i vari errori, lasciare troppi spazi al gioco avversario diventa un errore spesso fatale e non sarà raro assistere a partite ricchissime di gol. Ad aiutare gli attaccanti troviamo poi il grande lavoro svolto sui cross, tornati a essere un’arma sfruttabile durante gli incontri. Il timore, dopo la prova lo scorso Giugno, era di rivedere un ritorno ai fasti di FIFA 14, in cui un giocatore come Mandzukic sarebbe stato assolutamente inarrestabile. Fortunatamente, su FIFA 18, la situazione è molto meno tragica del previsto, con i cross efficaci ma solo contro difensori di scarso livello o mal posizionati: pensare di segnare a ogni cross contro Juventus o Real Madrid, due tra le migliori squadre sul gioco aereo, è lontanissimo dalla realtà dei fatti. Come dicevamo all’inizio, però, FIFA 18 non è perfetto, e un passo indietro si nota proprio nei portieri. Dopo quanto visto su Fifa 17, con gli estremi difensori che commettevano molti meno errori rispetto ad alcuni capitoli precedenti, quest'anno si torna indietro con un leggero passo falso che non ci saremmo aspettati. I portieri si sono dimostrati abbastanza sicuri nelle conclusioni da dentro l’area di rigore, mostrando dei buoni riflessi, ma bisogna fare il discorso inverso per i tiri scoccati da grande distanza. In particolare, quelli a giro, che si insaccano con una facilità disarmante. È chiaro che su questo aspetto si concentreranno le attenzioni degli sviluppatori nel primo update, o migliorando il posizionamento dei portieri o depotenziando l’efficacia delle conclusioni da fuori. 
La grossa sfida per EA sarà intervenire solo in questo campo, senza modificare sostanzialmente un gameplay che è migliorato tanto e che premia diverse categorie di giocatori, ma non quelle veloci, tanto amate dal pubblico quanto mal sopportate dalla simulazione.

Raiola, attacco a Guardiola: «È un cane e un codardo»

Il potente procuratore non ha digerito il modo in cui Pep ha trattato Ibrahimovic ai tempi del Barcellona. Poi svela un retroscena relativo alla finale di Wembley del 2011: «Sono andato a cercarlo, per fortuna che Galliani mi ha fermato»
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DOMENICA 25 MARZO 2018 12:06
ROMA - «Come allenatore è fantastico, ma come persona è zero. Un vigliacco, un cane, il classico prete: fai come ti dico, non fare quello che faccio». Mino Raiolatorna ad attaccare Pep Guardiola e non usa mezzi termini. I rapporti tra i due si incrinarono all’epoca di Barcellona, quando il catalano allenava Ibrahimovic: «Aveva detto a Zlatan di andare da lui se avesse avuto problemi o lamentele – ha detto al magazine olandese Quote – ma poi lo ha semplicemente ignorato e non lo faceva giocare. Non lo ha nemmeno salutato quando lo hanno ceduto. Ha fatto lo stesso con Maxwell, che è un ragazzo adorabile. Cosa ho fatto? Ho detto a Zlatan di andare a parcheggiare la sua Ferrari nel posto dell’allenatore». C’è anche un aneddoto relativo alla finale di Champions 2011 tra Barça e United: «Sono andato a cercarlo negli spogliatoi di Wembley, mi ha fermato Galliani. Una fortuna per Guardiola».
POGBA – E sul ritorno di Pogba a Manchester ha aggiunto: «Paul era un giocatore economico perché nel suo contratto con la Juve c’era una clausola grazie alla quale era autorizzato a decidere da solo dove avrebbe giocato. Non spingo i prezzi oltre il limite. Lo United ha speso 100 milioni di sterline, ma penso che ne avrebbe dovuti pagare 200. Il giocatore aveva sempre il controllo, nessuno poteva decidere per lui. La Juventus avrebbe potuto venderlo per 200 milioni al Real Madrid. Il Manchester si è salvato pagandone solo 100».

http://www.corrieredellosport.it

giovedì 22 settembre 2016

Giovanni Crociata si racconta...(intervista)


‘Made in Sud’ alla conquista di Brescia, a tutto Crociata: “Calabria, Brocchi, i WhatsApp con Locatelli: sogno un gol sotto la curva”




Istruzioni per l’uso: il ragazzo è solare, spontaneo, simpatico e consapevole di vivere un sogno. Chi lo conosce aggiunge anche che ha “talento da vendere” e una carriera davanti a sé con tutti gli ingredienti per far sì che i sogni si trasformino in realtà. Controindicazioni: non ditegli che ormai, dopo tanti anni, può essere considerato milanese d’adozione. La voce potrebbe diventare d’un tratto decisamente più seria e la risposta quasi istintiva: “Sono siciliano doc! Cresciuto in un paesino di 5.000 abitanti a pochi km da Palermo, dove torno appena ho un giorno libero”. Orgoglio ‘Made in Sud’ di cui va fiero, nostalgia per un terra oggi così lontana ma sempre nel cuore.
“Per fortuna esiste FaceTime, così posso vedere le mie sorelle e i miei genitori. Vengono a trovarmi spesso, sono andati via pochi giorni fa e torneranno a breve”. Per Giovanni Crociata, centrocampista classe 1997 del Brescia, la famiglia è al primo posto: “Ho un rapporto speciale, devo tutto a loro”. Un tutto che per il momento significa settore giovanile del Milan e l’esordio, lo scorso 10 settembre in Serie B contro il Perugia, per poi partire titolare una settimana dopo contro il Pisa. Mica poco. “Ho faticato a dormire la notte prima della gara – racconta a GianlucaDiMarzio.com – entrare in quello stadio, davanti a quei tifosi che ci sostengono sempre, credimi che è stato come sognare ad occhi aperti”. A proposito di sogni: “Segnare sotto quella curva... Se ci penso mi vengono i brividi. Speriamo che accada prima o poi”.
Scommessa dal coefficiente di rischio molto vicino alla zero. Il ragazzo ci sa fare. “Il Milan mi notò quando ero ancora giovanissimo, così a 14 anni lasciai la mia terra: primo anno terribile, mi mancava casa e gli amici, poi mi sono ambientato”. Con il pallone tra i piedi, però, tutto più facile. “Sono un centrocampista tuttofare: play basso, mezz’ala, trequartista. Ecco, questa posizione forse è quella in cui mi trovo meglio ma deciderà il mister se e dove schierarmi”. Brocchi appunto, qualcosa in più di un semplice allenatore: “Mi conosce dalle giovanili del Milan, ho un rapporto bellissimo e adoro la sua idea di calcio. Mi ha detto lui di seguirlo a Brescia, sono convinto che farà una grande carriera. Parla sempre tantissimo con tutti noi, ha smesso da poco perciò capisce le esigenze dei giocatori; questo è un punto di forza”.
“Scusami un attimo…”, qualche istante di silenzio, tastiera del telefono dal suono inconfondibile.  “Abbiamo un gruppo su WhatsApp con i miei vecchi compagni ai tempi del Milan e ci sentiamo praticamente di continuo”. Tra loro anche Manuel Locatelli: “Abbiamo sempre avuto un rapporto speciale, sono contento che stia trovando spazio con Montella. Con lui e Davide dividevamo la camera in ritiro, quanti ricordi”. Davide…? “Calabria, un grande! Un amico vero, anche con lui sono praticamente in contatto costante, ci sentiamo sempre”. Chi invece osservava stupito negli allenamenti, quando veniva aggregato alla Prima squadra del Milan, era Bonaventura: “Fortissimo, sa fare tutto. Lo guardavo ammirato davvero”. Il mito di sempre però parla inglese: “Frank Lampard! Mai visto uno con quel calcio. Forte, forte, forte”. Come il desiderio di Crociata: “Giocare in Serie A, lo sogno da quando ero piccolo”. Dalla Sicilia ai grandi palcoscenici del calcio italiano, la strada è più breve di quanto si possa immaginare.

FONTE:http://gianlucadimarzio.com/

martedì 16 settembre 2014

Portiere beve la pipì dei tifosi avversari

Prima della partita contro il Muri, i sostenitori del Baden manomettono la bottiglietta del giocatore che si accorge troppo tardi del terribile scherzo
Portiere beve la pipì dei tifosi avversari 
ROMA - Una storia tra l'incredibile ed il disgustoso. Il racconto arriva dalla Svizzera dove, sabato scorso, durante la partita tra Baden e Muri alcuni tifosi hanno orinato nella bottiglietta d'acqua che Reto Felder, portiere del Muri, teneva vicino alla porta. Prima della partita di quarta serie, infatti, alcuni individui (sostenitori del Baden) si sarebbero infiltrati nello spogliatoio della squadra avversaria, manomettendo le bottigliette d'acqua destinate ai giocatori ospiti. Una di queste è finita tra le mani di Reto Felder che, durante il match, ha fatto...l'amara scoperta: "Al primo sorso mi sono accorto che la bevanda era calda, ho pensato a causa del sole ma dopo qualche secondo mi sono reso conto che qualcosa non andava". Il portiere si è subito sottoposto ai test medici del caso, per Aids ed altre gravi malattie ma Hans Jacob Furrer, professore di Malattie Infettive presso l'Ospedale di Berna, assicura: "L'urina normalmente non contiene globuli bianchi -riporta blick.ch- dove risiedono il virus HIV. Non è contagiosa. Bere urina è solo pericoloso per le infezioni delle vie urinarie, dove risiedono batteri specifici. Ma questo è molto raro". La società ospitante, il Baden, ha messo a disposizione i filmati del circuito di sicurezza per trovare i colpevoli: "E' una cosa che non mi è mai capitata -ha detto il custode dell'impianto. Tutto ciò è primitivo".

mercoledì 10 settembre 2014

Calcio, la classifica delle partite con il più alto scarto di gol


Il record appartiene ad un match del campionato maglgascio: 149-0!



CALCIO CLASSIFICA PARTITE SCARTO DI GOL/ ROMA - Vi siete mai chiesti quale sia stata la partita con il più alto scarto di gol tra una squadra e l'altra? In basso troverete la classifica dei 10 match con il margine più elevato di sempre. Al primo posto, certificato dal 'Guinnes dei primati', c'èAS Adema-So de l'Emyrne 149-0, ultima partita del campionato malgascio che ha fatto storia, in tutti i sensi: i giocatori del So de l'Emyrne, in segno di protesta nei confronti di un rigore molto dubbio con il quale l'Adema si era assicurato il titolo nella giornata precedente, decisero di realizzare autogol dal primo all'ultimo minuto. 

10. Brasile-Nicaragua 14-0 - Giochi Pan Americani, 1975
9. Papua Nuova Guinea-Isole Cook 16-1 - Giochi del Sud Pacifico, 1971
8. Iran-Maldive 17-0 - SAFF Cup. 1997
7. Preston North End-Hyde United 26-0 - FA Cup. 1887
6. Villarreal-Navata 27-0 - Amichevole, 1999
5. Tahiti-Isole Cook 30-0 - Giochi del Sud Pacifico, 1971
4. Australia-American Samoa 31-0 - Qualificazioni Mondiali, 2001
3. Dundee Harp-Aberdeen Rovers 35-0 - Campionato scozzese, 1885
2. Arbroath-Bon Accord 36-0 - Coppa scozzese, 1885
1. AS Adema-SO de l'Emyrne 149-0  - Campionato malgascio, 2002


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