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mercoledì 22 aprile 2020

Torta margherita soffice

La torta Margherita è una di quelle torte facilissime da preparare e di sicura riuscita. E’ morbida, gustosa e ideale da farcire.
Molti la confondono con il pan di Spagna, dal quale differisce però per la presenza di burro, lievito e latte. Infatti, se nel pan di Spagna non sono previsti grassi aggiunti, nella torta margherita sono essenziali.
Torta margherita ricetta e foto

Ingredienti

  • 150 gr di farina
  • 150 gr di fecola di patate
  • 5 uova
  • 180 gr di zucchero
  • 90 gr di burro
  • 130 ml di latte
  • 16 gr di lievito per dolci
  • 1 scorza di limone
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo qb

















Separate i tuorli dagli albumi e tenete questi ultimi da parte.
Montate i tuorli con lo zucchero. E’ molto importante lavorare le uova con una frusta (a mano o elettrica) per diversi minuti perchè più il composto incamera aria, maggiore sarà la morbidezza della torta. Utilizzate uova a temperatura ambiente.
Dopo che la montata di uova avrà assunto un aspetto chiaro e spumoso, aggiungete il burro a temperatura ambiente ammorbidito a pezzetti e amalgamatelo per bene.
Terminata questa operazione, setacciate la farina, la fecola e il lievito e aggiungeteli poco alla volta al composto.
Per aiutarvi nell’impasto, aggiungete anche il latte. Qualora il composto dovesse risultare ancora secco aggiungete, poco alla volta, altro latte.
Grattugiate la buccia di mezzo limone e aggiungetela all’impasto.

Montate gli albumi tenuti da parte in precedenza a neve ferma.
Prendete gli albumi montati e uniteli al composto. Eseguite questa operazione con delicatezza, aggiungendoli poco alla volta e mescolando con una paletta di silicone dal basso verso l’alto per non far smontare l’impasto.
Imburrate e infarinate una teglia da forno da 22 cm di diametro e versateci dentro il composto.
Livellate, non sbattendo, e cuocete in forno statico a 150 °C per circa 70 minuti. In realtà la torta potrebbe essere cotta anche 180 °C per 50 minuti, ma è preferibile scegliere una temperatura più bassa per favorire una lievitazione migliore.
Prima di sfornarla, effettuate la prova dello stuzzicadenti, infilandolo nel centro della torta dovrà uscire asciutto e pulito.
Una volta cotta spolverate la torta margherita con zucchero a velo a piacere.







domenica 25 marzo 2018

Tiramisù preparazione

Tiramisù
Anticamente le nonne usavano preparare una colazione che oggi potremmo definire povera, ma che all’epoca era davvero ricchissima! Ancora oggi la ricetta è immutata, basta rompere in un bicchiere un uovo freschissimo e sbatterlo con dello zucchero e a piacere aggiungere caffè o latte caldo, per i più piccoli, e marsala o anice per i più grandicelli. Ed è proprio da questa portentosa crema che nasce la crema al mascarpone base del tiramisù. Il dolce italiano per eccellenza, quello più famoso e amato, ma soprattutto che ha dato vita a tantissime altre versioni! Le più apprezzate? Sicuramente il tiramisù alle fragole o quello alla Nutella, giusto per citarne qualcuno! 
Sebbene le origini di questo famoso dessert non siano chiare, perché contese tra le regioni del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana, resta comunque un caposaldo della cucina italiana preparato indistintamente da Nord a Sud. 
Purtroppo non abbiamo scoperto chi l’ha inventato ma sicuramente sappiamo come farvi preparare uno dei più buoni tiramisù che abbiate mai preparato. Perciò ecco la ricetta: preparatelo anche voi e fateci sapere!

Ingredienti

Savoiardi 300 g
Uova freschissime (circa 4 medie) 220 g
Mascarpone 500 g
Zucchero 100 g
Caffè della moka già pronto (e zuccherato a piacere) 300 g
Cacao amaro in polvereper la superficie q.b.



Per preparare il tiramisù cominciate dalle uova (freschissime): quindi separate accuratamente gli albumi dai tuorli (1), ricordando che per montare bene gli albumi non dovranno presentare alcuna traccia di tuorlo. Poi montate i tuorli con le fruste elettriche, versando solo metà dose di zucchero (2). Non appena il composto sarà diventato chiaro e spumoso (3),
Tiramisù
e con le fruste ancora in funzione, potrete aggiungere il mascarpone, poco alla volta (4). Incorporato tutto il formaggio avrete ottenuto una crema densa e compatta; tenetela da parte (5). Pulite molto bene le fruste e passate a montare gli albumi versando il restante zucchero un po’ alla volta (6).
Tiramisù
Dovrete montarli a neve ben ferma (7); otterrete questo risultato quando rovesciando la ciotola la massa non si muoverà. Prendete una cucchiaiata di albumi e versatela nella ciotola con i tuorli e lo zucchero e mescolate energicamente con una spatola, così stempererete il composto (8). Dopodiché procedete ad aggiungere la restante parte di albumi, poco alla alla volta mescolando molto delicatamente dall'alto verso il basso (9).
Tiramisù
Una volta pronto, distribuite una generosa cucchiaiata di crema sul fondo di una pirofila da 30x20cm e distribuite per bene (11). Poi inzuppate per pochi istanti i savoiardi nel caffè freddo già zuccherato a vostro piacimento (noi abbiamo aggiunto solo 1 cucchiaino di zucchero) (12),
Tiramisù
prima da un lato e poi dall’altro (13). Man mano distribuite i savoiardi imbevuti sulla crema, tutti in un verso, così da ottenere un primo strato (14) sul quale andrete a distribuire una parte della crema al mascarpone (15).
Tiramisù
Anche in questo caso dovrete livellarla accuratamente così da avere una superficie liscia (16). E continuate a distribuire i savoiardi imbevuti nel caffè (17), poi realizzate un altro strato di crema (18).
Tiramisù
Livellate la superficie (19) e spolverizzatela con del cacao amaro in polvere e lasciate rassodare in frigorifero per un paio d’ore (20). Il vostro tiramisù è pronto per essere gustato (21)!

Pranzo di Pasqua: 5 piatti a base di uova

Le uova sono un alimento sostanzioso e gustoso, ingrediente indispensabile in numerose ricette e dotate di una grandissima versatilità. Con le uova si può fare letteralmente di tutto, grazie al loro sapore neutro e alla capacità addensante e compattante che regalano ad ogni cibo in cottura. Visto il simbolismo che le lega alla Pasqua, non è difficile trovarle in numerosi piatti proprio per questa festività. Per il pranzo di Pasqua infatti, molti decidono di portare in tavola piatti a base di uova, sia salati che dolci. Alcuni vedono chiaramente la presenza di questo ingrediente, utilizzandolo specialmente nella sua forma soda, come elemento decorativo. Altri invece lo sfruttano in maniera più discreta, senza risaltarne dunque la forma. Vediamo dunque insieme cinque piatti a base di uova, perfetti per il pranzo di Pasqua.

mercoledì 4 giugno 2014

MOMA REVOLUTION

Curare il tumore con L'ALOE ARBORESCENS e altri rimedi naturali

Bisogna usare Aloe Arborescens, non Aloe Vera Barbadensis

L'ideale è una pianta con foglie di 40 cm di lunghezza o più (5 anni o più), ma vanno benissimo anche piante con foglie da 20 centimetri almeno (2 anni di età).

Tagliare le foglie, il gel non deve vedere mai la luce. Scegliere le foglie nè troppo in alto perchè sono troppo giovani, nè quelle troppo in basso perchè sono ingiallite e appassite. Coprirle dalla luce anche artificiale, basta metterle in un sacchetto di plastica non trasparente. Pulirle dalla polvere con uno straccio asciutto, non bagnarle con acqua. Tagliare via le spine con un coltello, lasciando tutta la buccia esterna. Tagliare a pezzetti e mettere in un frullatore insieme al miele.
La ricetta originale brasiliana di Padre Romano Zago, frutto di un'esperienza più che ventennale, è la seguente:
  • 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 3-10 foglie a seconda della lunghezza
  • 350 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)
  • 10 ml di grappa, pari a un cucchiaino (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)
E' molto meglio però preparare barattoli più piccoli, mantenendo le proporzioni, il grande vantaggio è di avere un preparato ancora più fresco e più efficiente ogni volta.Con il dosaggio originale brasiliano viene un barattolo gigantesco e dato che deve essere consumata al massimo entro una settimana è molto meglio fare barattoli più piccoli. In questo caso è bene seguire questa altra ricettacon dosi di un terzo rispetto all'originale.


E' molto meglio però preparare barattoli più piccoli, mantenendo le proporzioni, il grande vantaggio è di avere un preparato ancora più fresco e più efficiente ogni volta.Con il dosaggio originale brasiliano viene un barattolo gigantesco e dato che deve essere consumata al massimo entro una settimana è molto meglio fare barattoli più piccoli. In questo caso è bene seguire questa altra ricettacon dosi di un terzo rispetto all'originale.
  • 120 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 1-4 foglie a seconda della lunghezza
  • 120 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)
  • la grappa NON è necessaria e NON va mescolata nel preparato (vedi sotto), ma va bevuto un cucchiaino quando si assume il preparato (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)
Ovviamente bisogna assumere 3 di questi barattoli più piccoli di fila senza interruzione. 3 barattoli più piccoli equivalgono quindi a un barattolo grande della ricetta originale. Le dosi, come il numero delle foglie, sono indicative. Non occorre essere esageratamente pignoli. Se si mette un pò di più o un pò di meno non cambia nulla.
La funzione della grappa, in teoria è di dilatare i vasi sanguigni per aumentare l'assorbimento, ma con la grappa il preparato dura la metà del tempo (cioè va a male molto prima), quindi se proprio si vuole assumere la grappa (è facoltativo) la migliore cosa è di bere un cucchiaino quando si assume il preparato, SENZA versarla nel barattolo. In questo modo il preparato si mantiene fresco il doppio del tempo e l'effetto di dilatazione dei vasi sanguigni si ottiene ugualmente.
Se si hanno problemi ad assumere il miele, si può ridurre (o al limite eliminare) questo ingrediente, in quanto non è indispensabile per la cura. Chi ha il diabete NON deve prendere il miele, ma può sostituirlo, se vuole, con dolcificanti (eccetto l'aspartame che è un dolcificante altamente cancerogeno!).


IL PREPARATO NON DEVE ESSERE ESPOSTO ALLA LUCE NEPPURE QUANDO SI INGERISCE.
Se si hanno difficoltà a berlo al buio, può essere utile mettere il preparato in un contenitore opaco chiuso e berlo da una cannuccia, in questo modo non sarà necessario neppure spegnere la luce della stanza, poichè la luce non potrà entrare in ogni caso nel contenitore.
Il miele ha due funzioni, la prima è di rendere la crema più dolce, poichè l'aloe è amarissima (aloe in arabo vuol dire appunto "amaro") e la seconda è di veicolare meglio il preparato all'interno dell'organismo, se si hanno problemi di glicemia si possono ridurre opportunamente le dosi di miele (o sostituirlo con dolcificante purchè non sia l'aspartame che è cancerogeno).
La grappa non è indispensabile, l'uso è facoltativo a seconda delle preferenze. Non va messa se si hanno problemi a digerire gli alcolici o se si ha l'ulcera o il cancro nell'apparato digerente. In ogni caso non va aggiunta al barattolo, ma va assunta a parte quando si assume il preparato. Se si sceglie di prenderla, è meglio usare quella distillata pura, ossia fatta con un solo tipo di uva ("monovitigno" nell'etichetta) piuttosto che la "vinaccia", preparata con diversi tipi di uva.
Il preparato va assunto preferibilmente a stomaco vuoto per migliorare al massimo l'assorbimento dei principi attivi.

E' PREFERIBILE NON MANGIARE O BERE PER ALMENO UN'ORA DOPO AVERLO INGERITO.

Se viene assunto a stomaco pieno può non essere assorbito al meglio e l'efficacia può essere ridotta. Si può fare l'eccezione di un sorso d'acqua dopo averlo assunto, dato che il sapore dell'aloe diventa amarissimo dopo alcuni giorni di conservazione. Prima di assumerlo occorre rimescolare bene, poichè il preparato tende a concentrarsi sul fondo del barattolo.
2 cucchiai 3 volte al giorno oppure 3 cucchiai 2 volte al giorno

ricetta aloe arborescens

La cura va continuata fino a terminare il barattolo (da 350 grammi oppure i 3 barattoli da 120 gr.), dopo di chè si fa un giorno di pausa per massimizzare l'efficacia, ma se si ha timore si può anche continuare la cura senza pause, poi si riprende con un altro barattolo (da 350 grammi, oppure altri 3 barattoli da 120 gr.) e così via per un nuovo ciclo, FINO ALLA SCOMPARSA COMPLETA DELLA MALATTIA accertata ovviamente mediante esami clinici, ma è bene continuare a prenderla per alcuni (4-6) mesi dopo, poichè

SE SI ABBANDONA LA CURA QUANDO IL CANCRO NON E'ANCORA DEL TUTTO SCONFITTO E LO SI TRASCURA, QUESTO RECUPERA VELOCEMENTE E IN BREVE TEMPO RITORNA PIU' VIOLENTO DI PRIMA !

Questo succede solo nel caso si lasci la cura a metà e non la si riprenda più, trascurando il cancro non ancora debellato in modo definitivo.
Fare la cura dell' aloe arborescens IN NESSUN CASO può peggiorare la situazione per cui è SEMPRE consigliata. L'unico sbaglio che si possa fare è quello di non fare la cura. Fare la cura, anche in modo incompleto, è sempre meglio, in tutti i casi, che non farla per niente!



Prima fase
Prima pausaSeconda faseSeconda pausaTerza faseTerza pausa
Barattolo piccolo da 120 grammi (consigliato)3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giornoun giorno di pausa3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giornoun giorno di pausa3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giornoe così via ricominciando daccapo
Nei giorni di sospensione, se sono più di uno, il cancro può in qualche modo iniziare a riguadagnare terreno. Inoltre, il malato ha un giustificato quanto inevitabile timore di non essere più "coperto" dall'azione dell'aloe e che il cancro possa appunto riprendere forza. In questi giorni di pausa, quindi, il malato con il suo atteggiamento produce per via psicosomatica delle tossine che vanno a grande discapito della salute e del sistema immunitario. Per questo motivo è molto meglio fare al massimo un solo giorno di sospensione o addirittura non farne affatto. Non c'è nessun motivo di sospendere la cura per una settimana o più, servirebbe solo a peggiorare le cose.


Vitamina B17 (Amigdalina)

mandorla amara vitamina B17 amigdalina o laetrile
E' stato dimostrato che la vitamina B17 (o Amigdalina o Laetrile) ha effetti micidiali sulle cellule tumorali. Questo perchè in tutte le cellule cancerose c'è in grandi quantità un enzima (beta-glucoidasi) che a contatto con la vitamina B17 produce due veleni che uccidono le cellule tumorali come mosche. L'enzima è assente nelle cellule sane, le quali non vengono toccate dai due veleni.

La vitamina B17 si trova nei semi delle albicocche e soprattutto nei semi delle mandorle amare (non nelle mandorle dolci). Un solo seme di mandorla amara corrisponde a 20 semi di albicocca.

Un solo seme di mandorla amara al giorno fornisce la dose ottimale di vitamina B17

Dato che la vitamina B17 ha un effetto che dura 2-3 ore, occorre mangiare il seme della mandorla in 4 pezzetti, uno ogni 2-3 ore, nell'arco della giornata.
E' fondamentale che la mandorla sia AMARA, non dolce, perchè solo in quelle amare c'è la vitamina B17, che è appunto molto amara.
Non superare la dose di 1 seme di mandorla amara al giorno. Non bisogna metterle in acqua, semplicemente si sbuccia e si mangia, vicino o lontano dai pasti.

Ascorbato di potassio, vitamina C, antiossidanti

Alla validissima cura dell'Aloe Arborescens, già di per sè perfettamente in grado di vincere il cancro (se non si annullano gli effetti sottoponendosi a chemioterapia, radioterapia e/o interventi chirurgici), si consiglia di aggiungere altre sostanze antiossidanti ben note per le proprietà anti-cancro. Gli antiossidanti hanno un effetto curativo eccellente per guarire il cancro e possono essere comprati facilmente in farmacia a pochi euro (le case farmaceutiche e i medici non li usano perchè il guadagno è zero, con le chemio invece si fanno i miliardi).
  • 1 grammo di bicarbonato di potassio pari a un cucchiaino da gelato, di plastica spaso
  • 1,8 grammi di Vitamina C (o acido ascorbico) pari a 2 cucchiaini e mezzo da gelato, di plastica spasi
  • un bicchiere di tè verde (non caldo), in cui sciogliere le due sostanze precedenti che mescolate diventano Ascorbato di Potassio

Il livello di vitamina C nel sangue raggiunge il picco in 2-3 ore, la maggior parte viene eliminata in 4 ore dall'assunzione. In 12 ore ritorna ai livelli iniziali.
L'ideale quindi è assumerla ogni 4-6 ore, cioè 3 volte al giorno, in qualsiasi momento, durante, vicino o lontano dai pasti.
L'ascorbato è neutro (non ha nessuna acidità), ma per chi soffre di bruciori di stomaco può essere meglio assumerlo insieme ai pasti. Se qualcuno dovesse avere problemi con il bicarbonato di potassio può assumere la sola Vitamina C (se si vuole anche con un pochino di zucchero), la quale anche senza bicarbonato è notevolmente efficace. 

Le due sostanze le vendono in farmacia in polvere per uso alimentare in barattoli da 200-500 gr. a pochi euro. Le bustine già pronte invece contengono soltanto pochi milligrammi di ascorbato, una dose irrisoria e inutile e costano 65 volte di più rispetto alla polvere per uso alimentare, cioè con le bustine si spende tanto per non avere nulla, la tipica presa in giro dei medici (e case farmaceutiche) che danno le cose con il contagocce e le fanno strapagare uno sproposito (6,50 euro per 2 grammi di ascorbato che in polvere costa 10 centesimi).

Il bicarbonato di potassio è simile al ben noto bicarbonato di sodio, ma un malato dovrebbe evitare il sodio (alimenti salati) e fare una dieta ricca di potassio (4,7 grammi di potassio al giorno l'RDA raccomanda per le persone sane, i malati ovviamente di più). Le proprietà benefiche della Vitamina C vanno molto ben al di là del curare il semplice raffreddore, purchè se ne assuma una dose sufficiente (le dosi microscopiche contenute normalmente nelle pillole o nelle bustine non servono praticamente a nulla). Il grandissimo scienziato Linus Pauling, lo scopritore della vitamina C e l'unico al mondo ad aver avuto ben 2 premi Nobel consiglia, anche alle persone sane, come dose ottimale 6 grammi di Vitamina C al giorno.

La vitamina C si ossida molto facilmente all'umidità, all'aria, alla luce e con i metalli, per cui è meglio aprire il contenitore principale (da 500 gr.) il meno possibile e servirsi di un barattolino piccolo (da 30 gr. circa). Si apre il contenitore principale, si riempie quello piccolo e si usa quest'ultimo fin quando non è vuoto, allora si riempie nuovamente prendendo da quello principale.

Le due sostanze devono stare nel rapporto di 1,8 grammi di vitamina C (2 cucchiaini da gelato e mezzo) per ogni grammo (1 cucchiaino da gelato) di bicarbonato e da questi, dopo un minuto, per reazione chimica effervescente, si ottengono circa 2 grammi di Ascorbato di Potassio (al di sotto di 1 grammo al giorno la dose è inefficace). Il tutto va sciolto in un bicchiere di tè verde o di camomilla (il tè verde e la camomilla hanno anch'esse proprietà curative estremamente sottovalutate, ma importanti), la bevanda deve essere a temperatura ambiente. Si attende un minuto che faccia effervescenza, poi si può bere. Non bisogna usare cucchiai metallici perchè gli antiossidanti a contatto del metallo si ossidano. 

A titolo informativo il bicarbonato di potassio (e quello di sodio) ha lo stesso peso del comune sale da cucina (1 cucchiaino da gelato pesa 1 grammo), mentre la vitamina C (acido ascorbico) ha lo stesso peso dello zucchero (1 cucchiaino da gelato pesa 0,7 grammi) per cui ce ne vogliono 2 e mezzo per arrivare a 1,8 grammi.
2 grammi di ascorbato contengono soltanto 390 mg di potassio, appena l'8% della RDA (Razione Giornaliera Raccomandata). Prendendo 3 volte al giorno si arriva a 1,17 gr. di potassio (24% RDA). 

Non ho idea del perchè il sito Pantellini riporta un rapporto a proporzioni invertite tra Vitamina C e bicarbonato. Diversi chimici mi hanno assicurato che il rapporto corretto è quello scritto sopra. Ho chiesto delucidazioni al sito Pantellini, ma non ho ricevuto risposta. 

ascorbato di potassioacido ascorbico bicarbonato di potassio

La vitamina C e il bicarbonato di potassio non danno problemi da sovradosaggio, nè di acidità, nè di tossicità. Se anche per errore si dovesse esagerare con le dosi non ci sarebbe alcun problema, tanto più che acido e bicarbonato si neutralizzano come acidità, il Ph infatti è uguale a quello dell'acqua. Clicca sulle foto per ingrandirle.

lunedì 24 marzo 2014

Top 5: i paesi dove trasferirsi per vivere felici

Top 5: i paesi dove trasferirsi per vivere felici

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La top 5 dei paesi dove vivere felici/Roma – Se avete voglia di scappare dall’Italia, ma non avete idea di dove potreste andare state tranquilli perchè le Nazioni Unite hanno praticamente scelto per voi! Un anno fa infatti è stato lanciato il “World Happines Report”  dove vengono indicati tutti i paesi considerati più felici al mondo e, se ci fate caso, tantissimi sono paesi nordici! Quindi preparate le sciarpe e i cappotti, ma non ve ne pentirete!
  1. Australia: l’°Australia negli ultimi anni è diventata una delle mete preferite soprattutto per i giovani: il costo della vita è elevato, ma gli stipendi sono molto più alti della media e si sopravvive benissimo. Talmente bene da riuscire a mettersi parecchi soldi da parte e, dopo un po’ di tempo, perché no, tornare a casa. Melbourne, secondo la rivista “The Economist” è la città più vivibile del mondoinsieme a Sydeny, Perth e Adelaide e, la società, è molto giovane e moderna visto che l’età media è di 37 anni. 
  2. Danimarca: suddivisa tra lo Jutland e le innumerevoli isolette che la collegano alla Svezai, la Danimarca è una nazione in crescita considerata una delle mete migliori dove vivere felici! Dimenticate il terrore dei Vichinghi che la abitavano, oggi questo paese è un dei più potenti dell’Europa settentrionali oltre ad essere una delle nazioni piùprospere al mondo non solo a livello economico ma anche culturale.
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  3. Canada: questo paese si estende per oltre 30.000.000 di chilometri sfiorando l’Oceano Atlantico, l’Oceano Pacifico e l’Oceano Artico! Questo sconfinato territorio è organizzato in dieci Province e tre Territori gestiti secondo una matrice anglosassone e francese. Questo ha fatto sì che il Canada sia uno dei paesi multiculturalipiù ampi e ben organizzati al mondo!  Dopo questa presentazione così formale va detto che il Canada è una nazione sorprendente sia a livello culturale che a livello di flora e fauna! Diversi paesaggi e scenari climatici infatti si susseguono lasciando a bocca aperta tutti i visitatori.
  4. Svezia:  sempre un paese freddo certo, ma se cercate un posto dove la natura, la tranquillità e  la cultura sono considerate dei diritti e dei beni da rispettare e tutelare ciò che fa per voi è proprio la Svezia. E’ un paese dalle straordinarie risorse naturali e culturali dove la vita e  i ritmi sono frenetici soprattutto se si parla didivertimento! Se invece amate l’arte sappiate che, ad ogni angolo in Svezia, troverete il museo che fa per voi!
  5. Norvegia: un nazione tranquilla, silenziosa, immersa nella natura e nella pace per cui non viene difficile pensare che qui si possa vivere felici! Si tratta di una nazione accogliente e turisticamente attrezzata e dove la maggior parte della attrazioni sono facilmente raggiungibili, ma la Norvegia vera e selvaggia va conquistata andando nel cuore del paese. Se rimanete in città comunque non vi stancherete mai: arte, cultura, architettura e movida sono talmente emozionanti che non ve ne vorrete più andare!

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